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A TAVOLA CON… AFRODITE

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In tutto il mondo, Italia compresa, una categoria di farmaci i cui nomi ed effetti sono diventati, in questi ultimi anni, familiari per quasi tutti noi è senza dubbio quella alla quale appartengono le pillole che paiono in grado di restituire a chi le utilizza quel “vigore” che purtroppo gli anni fanno inevitabilmente scemare. Certamente la ricerca di sostanze che possano darci un aiutino in quei particolari momenti ha rappresentato, fin dagli albori della storia dell’uomo, uno dei maggiori assilli di maghi, stregoni, fattucchiere e, negli ultimi secoli, anche di erboristi e medici. Si è sempre trattato, ovviamente, di intrugli del tutto inefficaci da questo punto di vista che tutt’al più, quando addirittura non creavano danni, possedevano un semplice effetto cosiddetto “placebo” e cioè basato solamente sulla suggestione secondaria al loro utilizzo. Corna di rinoceronte, mandragora, pinne di pescecane, cervello di piccione, ecc., ecc., insomma, non sono mai stati assolutamente in grado di stimolare alcunché.

Se si passa, poi, a considerare l’eventuale effetto stimolante di particolari cibi (ostriche, crostacei, peperoncino, formaggio, alcol, ecc.) ecco che vengono alla mente quelle opinioni popolari che, da sempre, li fanno ritenere dotati di proprietà afrodisiache. Recentemente queste opinioni hanno  trovato, per alcuni di questi cibi, un certo fondamento anche sul piano scientifico, per cui può risultare interessante passarne in rassegna alcuni il cui consumo potrebbe essere di aiuto, ovviamente senza eccessive aspettative. Per capire meglio il ruolo di alcuni di loro, è però necessario ritornare un attimo ai farmaci sopra ricordati. La loro azione farmacologica, per chi non lo sapesse, è basata sul blocco della degradazione di una particolare sostanza che regola nel sangue la concentrazione di un potentissimo vasodilatatore, l’ossido nitrico; in altre parole, assumendo quei farmaci, il livello dell’ossido nitrico si mantiene elevato e quindi i vasi sanguigni, in particolare quelli della zona pelvica, si dilatano maggiormente favorendovi un maggiore afflusso di sangue.

Ebbene la frutta secca, alcune varietà di pesci edin particolare icrostacei, sono particolarmente ricchi di un aminoacido, l’arginina, che, pensate un po’, è proprio il precursore di quell’ossido nitrico di cui si diceva sopra, per cui il consumo di questi alimenti ne fa aumentare la concentrazione, ovviamente in modo del tutto naturale.

Il formaggio grana ed il parmigiano reggiano sono ricchi di un altro aminoacido, la tirosina, che è il precursore di particolari sostanze, dette neurotrasmettitori (dopamina e catecolamine) che, a livello cerebrale, sono coinvolte nel meccanismo dell’eros.

La polenta ed i crostaceicontengono, poi, pochissimo triptofano, l’aminoacido precursore di un altro neurotrasmettitore cerebrale, la serotonina che, al contrario dei precedenti, deprime l’eros e quindi il loro consumo non va a suo scapito.

E ancora: molti apprezzano le  virtù del cioccolato, alcuni componenti del quale, caffeina,  teobromina e feniletilamina, possiedono effettivamente un’azione eccitante.

Fra le bevande, infine, non ci si può dimenticare dell’alcol ed in particolare del vino che, solo però a dosi moderate, possiedono effetti disinibenti.

In buona sostanza, utizzando i cibi e le bevande di cui si è detto, ovviamente senza esagerare e senza aspettarsi miracoli, si potrebbero forse ottenere effetti positivi e non si correrebbe il rischio di spiacevoli reazioni collaterali alle quali, invece, quasi  tutti i farmaci purtroppo ci espongono.

Scritto da

franco tomasi

  • Specialista in Scienza dell’Alimentazione
  • Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio
  • Specialista in Malattie del Fegato e del Ricambio
  • Direttore U.O.C. Diabetologia, Dietologia e Nutrizione Clinica
  • Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara
  • Professore a Contratto Università degli Studi di Ferrara

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